Panza, terra del sole e del fuoco

C’è chi ha scritto che “Ischia”, proprio come “Italia” comincia con la “I” e finisce con la “A” e perciò di questa ne è il riassunto fedele. Sulla scia di quest’affermazione possiamo dire che a Panza troviamo conferma del vecchio adagio secondo cui l'”Italia è il paese dei mille campanili”.

E già, perchè Panza non è solo una frazione del comune di Forio. Perlomeno per i suoi abitanti, che a più riprese hanno caldeggiato la separazione e la nascita di un comune a sé. Distacco che per molti aspetti è psicologico più che geografico avendo a che fare con il senso di comunità e il gusto delle tradizioni che qui sono più forti che nel versante costiero.

Certo a Forio il turismo è arrivato qualche anno dopo rispetto al resto dell’isola, ma non è questo il punto. Anzi, Panza ha conosciuto uno sviluppo turistico talmente impetuoso che tutta la zona sopra la baia di Citara ha un’altissima densità ricettiva; c’è chi sostiene addirittura tra le più alte al mondo.

Eppure ciò non ha impedito che a Panza la viticoltura rimanesse un asset importante dell’economia. È qui, infatti, che ci sono quasi tutte le più grandi case vinicole dell’isola d’Ischia, a cominciare dalla più antica di tutte, la “D’Ambra Vini” che ha all’attivo più di un secolo di storia.

Non solo, perchè è sempre da Panza che negli ultimi anni è cominciata la (ri)scoperta degli itinerari naturalistici come segmento turistico da affiancare alle terme e all’enogastronomia. Merito, in questo caso, della Pro Loco che ha reso nuovamente fruibili i bellissimi sentieri per la Pelara e per la Bocca di Tifeo, costruendo su questa lodevole iniziativa eventi di livello come “Andar per Cantine” e successivamente “Andar per Sentieri”.

Anche il dialetto, diversamente che nel resto dell’isola, a Panza ha conservato l’abbondante uso di “l” doppie “ll” e “gl” che, secondo quanto autorevolmente affermato dal poeta e scrittore locale Giovanni Verde (1880-1956),  “si schiacciano in un particolare suono palatale somigliante alla gutturale gh“.

Insomma, a Panza ci sono tutti e quattro gli elementi della natura: l’acqua, quella meravigliosa della baia di Sorgeto; la terra, da sempre generosa di frutti (soprattutto uva); il fuoco, come le fumarole del Bellomo, di cui fa parte la già citata Bocca di Tifeo; e infine l’aria buona che mitiga molto la calura estiva.

Ingredienti per una vacanza perfetta, a cui bisogna aggiungere le chiese, le tradizioni, il dialetto sui generis, i colori e i tramonti infiniti di questo fazzoletto di terra nel versante sud-occidentale dell’isola d’Ischia. Ti aspettiamo!

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